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di DAVIDE DESARIO
Falso ideologico e abuso d’atti d’ufficio. Sono i reati
ipotizzati dal pubblico ministero della Procura di Roma Giuseppe Corasaniti
che ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti, per una lunga
serie di multe sbagliate elevate dagli ausiliari del traffico della Capitale
nei confronti delle quali sono state presentate decine e decine di denunce da
parte di automobilisti. Il pm vuole capire se si tratta solo di errori
casuali (anche se le contravvenzioni sbagliate sarebbero tante e concentrate
in alcune strade della città) o se, invece, vi sia stato dolo come si
sostiene in alcuni esposti-denuncia. Il magistrato ha incaricato il Nucleo di
polizia giudiziaria dei vigili urbani di fare luce sui singoli casi ma anche
di elaborare un dettagliato dossier sul complesso sistema degli ausiliari del
traffico romani.
La notizia di un’indagine sugli errori dei cosiddetti “vigilini”
arriva proprio dopo l’inchiesta del Messaggero sui nuovi ausiliari
della Sita voluti dal Campidoglio: 78 accertatori che operano anche di notte,
da mezzanotte all’alba, presidiando senza troppo farsi vedere le corsie
preferenziali del Centro, facendo multe a raffica senza contestare, quasi
mai, l’infrazione agli automobilisti.
Un modus-operandi che è stato criticato da più parti: dall’ordinario di
Diritto amministrativo dell’Università di Roma La Sapienza, Filippo
Satta, come dal difensore civico dello stesso Comune di Roma, Ottavio Marotta
(senza dimenticare sindacati, forze politiche di opposizione e Telefono Blu).
A suscitare perplessità anche il fatto che la Sita (non i suoi ausiliari che
vengono retribuiti con uno stipendio mensile fisso) percepisce 25 euro per
ogni multa la cui notifica sia andata a buon fine. Una clausola, quindi, che
incentiva a fare repressione piuttosto che prevenzione come, invece,
prescrive il codice della strada e lo stesso contratto di servizio.
Alla luce di questi nuovi particolari il pm Corasaniti ha deciso di
approfondire tutte quelle denunce di multe errate. E per farlo ha incaricato
i vigili urbani.
«Ci preoccupiamo tanto delle “guardie”, perché invece non
pensiamo ai “ladri”? - ha commentato l’assessore capitolino
alla Mobilità Mario Di Carlo - La Sita ha lo stesso contratto di Trambus
quindi non capisco l'accanirsi della stampa su questa faccenda». La Trambus,
in effetti, è una società di proprietà comunale, la Sita no.
«Siamo legalmente autorizzati a svolgere questo servizio - ribatte il
direttore regionale di Sita, Marco Cialone - Mi sembra che si esageri: quante
multe possono mai fare gli ausiliari?». Stando ai dati dell’ufficio
contravvenzioni del Comune a settembre gli ausiliari avrebbero effettuato circa
30.000 verbali che per la Sita significano potenzialmente 750.000 euro lordi.
«Le somme che vengono corrisposte alle aziende non sono una percentuale sulla
singola multa la cui notifica è andata a buon fine ma rappresentano un
corrispettivo per la prestazione che le società erogano, ossia la
sorveglianza delle corsie preferenziali - si legge in un comunicato congiunto
delle aziende Atac, Sita e Trambus - Le aziende sono consapevoli che lo
spirito della legge è quello di prevenire l'inosservanza delle norme stradali
e da sempre hanno formato il personale di sorveglianza soprattutto a questo
fine».
Proprio ieri, però, lo stesso assessorato alla Mobilità ha richiamato gli
ausiliari di Trambus e Sita, al seguito «di continue segnalazioni dei
cittadini», ad essere più visibili. Altrimenti viene meno l’opera di
prevenzione.
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