Venerdì 24 Ottobre 2003  
     
  CRONACA DI ROMA  
     
  Un romano su due non paga la sosta/Il presidente della Sta respinge l’accusa di fallimento e rilancia il piano di espansione dei parking sotterranei
  "Senza parcheggi non restano che le strisce blu"
   
  Chicco Testa: "E’ il prezzo da pagare al blocco dei progetti. Voglio 600 posti auto sotto il Pincio"
   
  di CLAUDIO MARINCOLA


C’è un’indagine condotta a campione che dice: un romano su due non paga il parcometro perché gli ausiliari non li controllano come dovrebbero. E c’è un presidente che - unico indizio di nervosismo le mani che tormentano gli occhiali - sostiene l’esatto contrario. Il rapporto è quello dell’ Agenzia per il controllo dei servizi pubblici, l’organo che mette il timbro di qualità del Comune di Roma. Il presidente è Chicco Testa, ex manager dell’Enel ora alla guida della Sta Spa, società che si occupa, tra l’altro, di strisce blu. Appena insediato, veniva già dato di passaggio. Un anno e mezzo dopo Testa è ancora là ("sto bene, è una società giovane senza certe incrostazioni e certo vecchiume", lui premette). Sulla stessa poltrona dalla quale è saltato quando ieri ha letto i giornali con i suoi ausiliari sotto accusa: "Ma come, persino ai convegni del Rotary ci chiedono di essere meno fiscali, eppoi leggo tutto il contrario? E no, non saremo alla tolleranza zero ma neanche alle cifre che ho letto".
Sta per dire che il ticket lo pagano tutti?
"No, non contesto i dati dell’Agenzia, sia chiaro. Contesto la lettura che ne è stata data".
A pagare i parcometri, a parte chi ha il permesso, è uno su due . Forse non è così?
"No che non è così. In base ai dati dell’Agenzia risulta che su 100 posti occupati, 85 sono auto in regola o multate. L’evasione è perciò al 15%. E c’è un’altra cosa che il rapporto dice e vorrei sottolineare: funziona il 100% dei parcometri e la segnaletica orizzontale e verticale è in ordine. E non ditemi che a Roma queste cose si danno per scontate".
Obiezione: nel conteggio lei continua a considerare i residenti
"Ma i nostri ausiliari controllano anche loro, che in media rappresentano il 60%. I permessi che gli ausiliari devono controllare prima di elevare una multa sono 210 mila. Nel 2002 sono state fatte 620 mila multe, 2800 ad ausiliare, in media una ogni 40 minuti. Il nostro personale non lo prendiamo alla Cayenna, chiediamo più controlli ma anche comportamenti dissuasivi perché i parcometri non sono slot-machine finalizzate solo all’incasso. E non è facile combinare l’uno e l’altro: un nostro ausiliario è ancora all’ospedale col naso rotto".
Non trova strano che l’Agenzia del Comune controlli la Sta (anch’essa del Comune) e l’assessore comunale ai Trasporti non ne sappia niente?
"Di Carlo è al corrente di tutto, è stato regolarmente informato, i nostri dati sono condivisi. In quanto all’Agenzia, ha un altro ruolo, mette in evidenza le disfunzioni dei servizi pubblici".
E quello che ha fatto
"Certo, lo ha fatto..."
Negli ultimi anni abbiamo assistito al proliferare delle strisce blu (66 mila posti). Ma il disagio dei romani continua. Non starete per caso realizzando in superficie quello che era previsto sottoterra?

"Ce lo chiedono i Municipi, è un’esigenza dei residenti. Ma la penso come lei: i parcheggi vanno fatti sottoterra e lo dico anche ai miei amici Verdi. Purtroppo invece spesso si verificano atteggiamenti schizofrenici: per 50 posti interrati c’è chi è pronto a scatenare una guerra di religione. Abbiamo progettato un parcheggio da 600 posti al Pincio a servizio del Tridente, ci sono in piedi progetti per altri 5000 posti tra Eur Fermi, Piazza Cesare Baronio, Via Aosta e via Albalonga. E andremo avanti con la tariffazione: altri 6500 posti tra i Parioli, quartiere Coppedè, e l’Appio, zona Porta Metronia, mentre stiamo per mettere a gara 400 nuovi parcometri. Si pagherà col Bancomat e col cellulare. Insomma estenderemo le strisce blu ma senza le aberrazioni viste altrove".
Si riferisce all’Eur, ai privati e alla doppia multa?
"Volendo avremmo potuta farla anche noi. Ma è assurdo, in tutta la città ci deve essere un’unica gestione, se non vogliamo il leghismo, i feudi delle strisce blu".