Venerdì 19 Maggio 2000

CRONACA DI ROMA

Mentre la Corte dei Conti passa al setaccio la gestione dei ricavi della sosta, la magistratura vuole analizzare la "storia" burocratica della Sta
Parcometri nella bufera:
indaga anche la Procura
Aperta un’inchiesta penale, il pm chiede i documenti al Comune

di CRISTIANA MANGANI

E ora indaga anche la Procura della Repubblica. Non c’è proprio pace per la Sta, l’azienda per la mobilità del Comune. Dopo l’inchiesta aperta dalla Corte dei Conti sulla gestione dei ricavi della sosta a pagamento, sono scesi in campo anche i magistrati di piazzale Clodio. Le indagini, da un punto di vista strettamente contabile sono passate a quello penale. Insomma, la situazione si complica. Il fascicolo appena aperto è per il momento contro ignoti ed è intestato ad "Atti relativi a". Non c’è ancora un’ipotesi di reato. Però, il 17 maggio scorso, il sostituto procuratore Maria Cordova ha inoltrato una richiesta di documentazione al Comune. Vuole praticamente conoscere la storia della Sta, dall’origine ai giorni nostri.
La richiesta punta a sapere qual è stato l’iter burocratico seguito dall’amministrazione nell’individuare e concedere il servizio alla Spa, con riferimento anche alle norme applicate e ai provvedimenti adottati. Il pm chiede le carte su ciò che riguardi la posizione dell’amministrazione rispetto a tale società, specificando i termini dell’accordo e del contratto che stabiliscono la concessione del servizio. Comprese le delibere e gli atti "di pari forza legislativa".
La radiografia della nascita dell’azienda per la mobilità continua puntando anche al piano urbano del traffico. È stato predisposto - si chiede la Procura - tenendo in considerazione l’attività della Sta Spa? Ma non è tutto. Al magistrato interessa anche sapere che tipo di posizione ha assunto il Campidoglio riguardo alle controversie che sono state generate da esposti e denunce, dalle vertenze civili, penali e amministrative. Che si tratti di fatti riguardanti la Sta, già definiti o ancora in corso.
Una quantità di materiale enorme che Maria Cordova analizzerà insieme con gli uomini della Guardia di finanza. Nelle carte che l’amministrazione comunale dovrà consegnare ai magistrati di piazzale Clodio dovrà esserci praticamente tutta la storia di questa azienda che gestisce i parcheggi della capitale. E buona parte della documentazione è già in mano ad altri magistrati: ce l’ha il vice procuratore della Corte dei Conti, Angelo Canale, che sta seguendo l’inchiesta contabile e che conosce bene l’argomento, perché è stato assessore alla Casa nel periodo in cui il servizio di gestione dei parcometri passò all’azienda per la mobilità. La sua attenzione è, però, concentrata sugli aspetti prettamente amministrativi della Spa e dei suoi fiduciari. L’aspetto penale, invece, riguarda addirittura la genesi dell’azienda. Come è nata, come si è formata e se esistono dei vizi all’origine.
Penale e contabile, ognuno per le loro competenze. Qualche giorno fa, nelle aule di viale Mazzini, si è svolta un’udienza durante la quale i giudici amministrativi hanno chiesto alla Sta di integrare la documentazione che gli era già stata consegnata. Secondo i magistrati c’erano dei vuoti di informazione nella resa del conto. Non si capiva chiaramente come mai i ricavi della sosta a pagamento venissero totalmente spesi, senza passare per le casse del Comune. "La società - ha puntualizzato in aula Canale - ha presentato il conto nei termini giusti, ma quello che ha consegnato è in realtà un aggregato di cifre senza alcun documento probatorio, soprattutto sul fronte della spesa. Abbiamo formulato l’istanza perché le somme sono di natura pubblica e la Sta è l’agente di riscossione e quindi ha la responsabilità anche dei suoi fiduciari. La Spa riteneva di non essere assoggetata a chiedere il conto perché considerava il ticket un corripsettivo di diritto privato. Ma non è così: le somme versate dai cittadini sono di pertinenza pubblica". La Corte dovrebbe decidere all’inizio della prossima settimana: o chiederà un’integrazione direttamente agli interessati, o nominerà un commissario ad acta che si occupi di recuperare personalmente le carte in questione.