Corte dei Conti:
per la Procura regionale la Sta dovrà restituire
10 miliardi di vecchie lire
da
IL GIORNALE - CRONACA DI ROMA - 14 novembre 2004
di Ario
Albertelli
Dopo sei anni
dallinizio del contenzioso tra Sta, la società di
trasporti automobilistici del Comune, e procura regionale della
Corte dei Conti, non si è ancora arrivati a districare il
bandolo della matassa. Ossia valutare le relazioni che legano la
società capofila, Sta, e le sue eventuali controllate. La
magistratura contabile nel 1998 aveva citato in giudizio la
società di ingegneria e la Crp (Compagnia romana parcheggi Srl)
che si occupa della riscossione delle tariffe sulle strisce blu,
contestando lintroito di 10 miliardi di vecchie lire. Cifra
gonfiata attraverso una serie di meccanismi di acquisto
triangolare. Quei 10 miliardi ad oggi e, a quanto
riferisce lopposizione capitolina che, nella vicenda svolse
una parte determinante per lavvio delle indagini, ancora
non sono rientrati nelle casse comunali. Nellatto di
citazione, notificato alle due società, i procuratori aggiunti
Angelo Canale e Antonio Giuseppone hanno accusato la Crp di aver
gonfiato centinaia di fatture, tra il 1996 ed il 1998, con «un
sofisticato sistema di triangolazione». Così è testualmente
scritto. Un comportamento che si esplicita descrivendo come
lSrl, anziché comprare forniture e servizi sul mercato, li
avrebbe acquistati dalle due imprese che la controllavano, la Cnp
(Compagnia Nazionale Parcheggi) e lAciconsult, spendendo
dal 30 al 200 per cento in più. Grazie a questo complesso di
ingranaggi innescati al solo scopo di far lievitare le spese in
uscita, i costi avrebbero raggiunto il 93 per cento delle
entrate. Procurando alla Sta un utile netto del 7 per cento
sullintero pacchetto dacquisto. Motivo per il quale
proprio in quel biennio la società di ingegneria avrebbe
consegnato nelle tasche del Comune quel misero 7 per cento. Nelle
pieghe della citazione viene setacciato lintero bilancio
del 1998 (lultimo disponibile con 20 miliardi di ricavi) e
si ricalca sul fatto che ben il 90 per cento delle riscossioni
sui ticket dei parcheggi va a coprire le spese della società che
li gestisce, la Crp. In qualità di società per azioni la Sta, e
in qualità di Srl, la Crp hanno fino ad oggi sostenuto, anche se
senza successo, di non poter essere sottoposte a «giudizio di
conto» perché i loro proventi sarebbero iscrivibili solo al
capitolo ricavi privati e omettendo la voce «società
controllata dal Comune di Roma».
