E LA CASSAZIONE DA' TORTO ALLA STA
da
IL GIORNALE - CRONACA DI ROMA - 14 novembre 2004
di
Ario Albertelli
La
sospensione pro tempore dei vigilini, ausiliari del
traffico, dallelevare multe agli automobilisti
indisciplinati, sulla quale da una settimana si sta battendo
lopposizione capitolina, chiedendo delucidazioni anche
allassessore alla Mobilità, Mario Di Carlo, riporta
inequivocabilmente a parlare di Sta. La società di trasporti
automobilistici del Comune di Roma. La Sta sarà tenuta a
presentare i prospetti aziendali alla Corte dei conti. Cosa che
fino ad oggi, malgrado le richieste esplicite della magistratura
contabile non ha fatto. Lordine perentorio arriva dalla
suprema Cassazione, la quale, con sentenza n° 12192 (emessa in
data 2 luglio 2004) stabilisce che la magistratura contabile non
solo ricopre la giurisdizione per esaminare i bilanci della
municipalizzata ma anche della società Crp (Compagnia romana
parcheggi Srl) che gestisce le soste a pagamento sul territorio
capitolino. Sotto la lente dei giudici contabili, in prima
istanza, andranno i proventi delle aree a strisce blu
compresi nel biennio 1996/98 per i quali inoltre, era stata
richiesta la condanna al risarcimento danni di 5 miliardi e 92
milioni di vecchie lire, da rifondere al Comune di Roma. Motivo
per il quale, la stessa società dingegneria - ossia la Sta
- e separatamente la Crp, si costituì come ricorrente, già nel
2001, nei confronti dellallora assessore alla Mobilità,
Walter Tocci, del direttore del VII dipartimento, Silvana Sari e
naturalmente, della Corte dei conti. Tanto è bastato che la
magistratura contabile iniziò, attraverso la nomina di una
commissione ad hoc una propria indagine, per la ricostruzione
degli incartamenti amministrativi. La relazione, è stata ormai
depositata e prevede la prosecuzione delludienza per il 24
marzo del 2005. Ma la ricostruzione dei prospetti aziendali della
controllata dal Campidoglio presenterebbe ancora troppe lacune.
In questa sede si andranno a stabilire le responsabilità della
Sta come agente contabile del Campidoglio, e quelli della Cpr,
tenuta a versare gli utili alla suddetta, con la detrazione,
ovviamente, dei costi della attività svolta. In definitiva
quello che risulta da chiarire è se, dal 1996 al 1998, la
municipalizzata abbia versato e in che misura, le entrate dei
parking, nelle casse civiche. Come si evince dalle note della
sentenza della Cassazione: «La magistratura contabile
dovrà sottoporre la Sta non solo al giudizio di conto ma anche
al giudizio di responsabilità amministrativa».
Lattività di controllo sarebbe mirata al fine di chiarire
il ruolo della municipalizzata sulla gestione finanziaria del
servizio fornito dagli ausiliari del traffico capitolini e per la
regolamentazione dei parchimetri per le soste. Già nel 2001 la
Cassazione a sezioni riunite, con la sentenza n° 12367, del 9
ottobre, sostenne che: «Una società per azioni, a
partecipazione pubblica maggioritaria, qualora possa considerarsi
agente contabile, è soggetta al giudizio per resa di conto».
Infatti neppure allora la Sta, procedette, alla presentazione dei
prospetti di bilancio nonostante, sempre la suprema corte, abbia
indicato nella magistratura contabile lorgano di controllo
nelle cui mani depositare gli atti. Una mancanza che portò il procuratore
regionale Salvatore Nottola, allinaugurazione
dellanno giudiziario della Corte dei Conti del Lazio ad
affermare quali pregiudizievoli riflessi ci potessero essere ai
danni dellerario. «Sulla Sta cè un giudizio in
corso relativamente allutilizzo dei fondi - ha indicato il
procuratore - La Corte aveva richiesto la presentazione dei conti
ricevendo in risposta un ricorso alla Cassazione che sosteneva
lillegittimità della richiesta da parte dei magistrati
contabili. La Cassazione, a sezioni riunite, ha invece stabilito
che quando una società privata ha un rapporto di strumentalità
con il pubblico, la Corte dei Conti è competente».
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