Cronaca di Roma

11 aprile 2001

Citata in giudizio dalla Corte dei Conti per false fatturazioni

La STA sotto processo

<<Sosta a pagamento, 10 miliardi e mezzo da dare al Comune>>

A dicembre il dibattimento contro la società che si occupa per il Campidoglio di problemi del traffico

Dieci miliardi e mezzo di danni alla collettività. Con quest'accusa la Procura regionale della Corte dei Conti ha citato in giudizio la STA e la CRP, la Compagnia Romana Parcheggi che fino al 1998 ha curato la riscossione delle tariffe sulle strisce blu. Nel processo che inizierà a dicembre, le due società daranno battaglia: la STA ha sempre sostenuto, finora senza successo, di non poter essere assoggettata alle verifiche della magistratura contabile perché i suoi proventi sono ricavi di diritto privato. Mentre il controllo di Via Baiamonti è sui conti pubblici.

Con la firma dell'atto di citazione (che equivale al rinvio a giudizio nel processo penale) i viceprocuratori Angelo Canale e Antonio Giuseppone hanno concluso soltanto una tranche dell'inchiesta avviata nel 1999.I magistrati infatti hanno stralciato le posizioni dei quattro indagati (l'ex assessore alla Mobilità e Walter Tocchi, l'amministratore delegato della STA Roberto Balduini, il liquidatore della CRP Adriano Zampis e un dirigente del Comune) perché durante l'indagine sarebbero emerse responsabilità d'altri soggetti. In ballo c'è quell'omessa vigilanza (sulla gestione STA-CRP) finora addebitata soltanto a Tocci: lo stesso <<reato>> potrebbe essere presto contestato a nuovi indagati, che fanno capo al Campidoglio e all'ATAC.

Nell'atto di citazione, notificato alle due società nei giorni scorsi, i viceprocuratori Canale e Giuseppone accusano la CRP di aver gonfiato centinaia di fatture, tra il 1996 ed il 1998, con <<un sofisticato sistema di triangolazione>>. La Compagnia Romana parcheggi, anziché comprare forniture e servizi sul mercato, li avrebbe acquistati dalle due imprese che la controllavano, la CNP (Compagnia Nazionale Parcheggi) e l'ACICONSULT, spendendo dal 30 al 200 per cento in più. Grazie a questo meccanismo i costi avrebbero raggiunto il 93 per cento delle entrate. E quindi la STA avrebbe consegnato al Comune appena il 7 per cento, vale a dire qualche briciola.

La società per difendersi ha depositato 128 pagine di controdeduzioni, ma non è riuscito ad ottenere l'archiviazione dell'inchiesta. E ora rischia di dover spendere più di dieci miliardi per risarcire il Campidoglio.

Lavinia Di Gianvito