VITERBO

  Domenica 9 Novembre 2003  
     
  Nella Tuscia un caso di buona sanità
  Era inoperabile: a Belcolle operato e restituito alla vita
   
   
  "Mi hanno restituito la vita. Non finirò mai di ringraziarli". Rosato Capotosti, ex dipendente della Provincia, sorride e racconta. Sorride perché dal 20 ottobre scorso, grazie a un intervento d'eccellenza eseguito all'ospedale di Belcolle dal primario di chirurgia vascolare, Giovanni Colacchio - in équipe con i suoi diretti collaboratori Giuseppe Natalicchio, Francesco Vaticini, nonché con l'anestesista Enrico Coletti - "dopo avevo perso tutte le speranze sono tornato, quasi miracolosamente, a vivere".
Racconta la sua vicenda, punteggiata da tante visite specialistiche, a Siena, Terni, Roma, altre strutture e ricevere sempre la solita risposta: "No, nelle sue condizioni, lei è inoperabile e comunque si tratterebbe di un intervento ad altissimo rischio". Il suo problema? Serio, molto serio: l'ostruzione, cosiddetta "mobile", della carotide per oltre l'85 per cento, con la conseguenza di venir colpiti, "da un momento all'altro", da ictus irreversibile.
"Perché mi hanno sempre negato l'intervento? Perché il mio cuore è malandato, funziona grazie ad alcuni by pass, senza contare che convivo con un'angina instabile e con alcune ostruzioni coronariche. Un panorama clinico, insomma, che esclude a priori l'anestesia totale per una eventuale operazione". Dopo tanti consulti e tanti viaggi della speranza in strutture extra-provinciali ed extra-regionali, Capotosti si è infine spostato di qualche chilometro e si è rivolto a Belcolle, "dove ho trovato comprensione e, soprattutto,competenza".
E così il 20 ottobre, dopo le visite preliminari di vari specialisti (il cardiologo Daniele Postillo, l'angiologo Alessandro Apollonio, il responsabile di Emodinamica Leone Dino Zingales), è stato convocato dal professor Colacchio che, grazie a un intervento in anestesia locale durato due ore, ha liberato finalmente la carotide. "Appena tre i giorni di degenza e poi sono tornato a casa, restituito alla vita. E' per questo che non finirò mai di ringraziarli".

 

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