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Sabato 11 Gennaio 2003 |
Sanità pubblica e privata,
cè differenza
Quando si paga svanisce anche la fatica
Durante il processo ai tre medici
dellospedale viterbese di Belcolle se ne sono sentite delle
belle. Come quando il professor Marino Figliolini, ordinario di
clinica ostetrica e ginecologica alluniversità La Sapienza
di Roma, nonchè uno dei tre periti dufficio nominati dal
giudice Centaro nel processo ai tre medici viterbesi, ha inteso
difendere loperato di un collega chirurgo accusato in aula
di non aver seguito adeguatamente la paziente dopo
lintervento chirurgico.
"Se ha operato di notte - ha in sintesi detto il professor
Marino Figliolini - il giorno dopo non poteva seguirla perchè si
doveva riposare. Il riposo è necessario. Immaginate cosa
succederebbe se un medico fosse costretto a lavorare di continuo
senza riposarsi. Svenirebbe, morirebbe di fatica dopo qualche
giorno. Alla fine del mio turno di lavoro in ospedale - ha detto
candidamente il professore - è giusto e necessario che io me ne
vada a casa a riposare e che del paziente operato se ne prendano
cura gli altri colleghi dellospedale. Posso però
soddisfare le necessità, a qualsiasi ora del giorno e della
notte, solo dei pazienti che ho in cura privatamente".
Come a dire che la prestazione medica è limitata e compromessa
dalla fatica solo in una struttura sanitaria pubblica, ma non
vale quando il paziente paga direttamente il medico che lo
assiste.
Anche in questo sta la differenza tra la sanità pubblica e
quella privata. Nulla di nuovo sotto il sole, ma sentirlo dire
così candidamente in unaula di tribunale da un professore
docente universitario sinceramente fa un po senso.
G.T.