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Sabato 11 Gennaio 2003 |
VITERBO
IL PUNTO
Le due facce
della giustizia
Le due facce della giustizia.
Da una parte si assolvono, giustamente, gli imputati che vengono
ritenuti innocenti; dallaltra non si dà soddisfazione alla
vittima di eventi che lo stesso giudice ritiene provocati da
negligenza, superficilità e quindi da colpa. Si dice
candidamente in aula che "sul banco degli imputati non
cè chi ci dovrebbe stare". Si mette il punto e si
scrive la parola fine. Ma le responsabilità restano e non si
cancellano. Restano scritte sul corpo e nellanimo di quella
giovane donna che ha rischiato di morire "per carenza di
partecipazione clinica, per trascuratezza, per imprudenza e
imperizia".
Malasanità, ma anche malagiustizia. Un processo che dura otto
anni e che si conclude senza aver individuato un colpevole. Un
processo penale che mette sul banco degli imputati persone - è
il caso della dottoressa Battistoni, responsabile solo di una
ecografia - che si sapeva sin dallinizio essere del tutto
estranee ai fatti in esame. E che, nel suo iter dibattimentale,
ha proposto ben quattro diversi pubblici ministeri, nessuno dei
quali effettivo. Eppure la delicatezza dellargomento
avrebbe richiesto da parte della Procura un maggior impegno e una
maggiore partecipazione.
Quanto alla velocità della Giustizia viterbese, basta andare in
Tribunale un qualsiasi giorno di udienza e annotare quanti
processi vengono rinviati e per quali motivi. Ce nè per
tutti i gusti.