IL MESSAGGERO

VITERBO

  Giovedì 7 Ottobre 2004  
     
  Gli inquirenti ipotizzano il reato di concussione. Indagato il primario di cardiologia Vittorio Scabbia
  Si cercano le prove nel computer
   
  L’inchiesta sull’acquisto dei pace-maker: perquisizione a Belcolle
   
  Blitz della Squadra mobile della Questura di Viterbo nell’ufficio del primario di cardiologia dell’ospedale Belcolle, Vittorio Enrico Scabbia. Ieri mattina tre ispettori e lo stesso dirigente, Salvatore Gava, hanno effettuato una perquisizione sequestrando poi il computer del responsabile del reparto. Poi tutti, compreso il primario, sono andati in Questura per le formalità di rito.
Torna così alla ribalta, dopo un periodo di calma apparente, una vicenda giudiziaria che alla fine di dicembre del 2002 fece molto scalpore negli ambienti sanitari viterbesi. Un’inchiesta avviata dall’allora sostituto procuratore (ora procuratore capo a Terni) Carlo Maria Scipio e da circa un anno passata nelle mani di Franco Pacifici. Ipotesi di reato quella stessa concussione che a novembre del 2002 portò dietro le sbarre il professor Michele Di Summa, luminare della cardiologia torinese, e il suo numero due, Giuseppe Poletti.
Il sostituto procuratore viterbese concentrò (allora qualcuno ipotizzò che le due inchieste fossero in qualche modo collegate) la propria attenzione sulle forniture di pace-maker (elettrostimolatori che servono per aiutare il battito del cuore in malati che soffrono di insufficienza cardiaca), alcuni dei quali ritenuti di scarsa qualità e quindi non idonei ad essere impiantati.
Nel dicembre di due anni fa furono gli uomini della Guardia di finanza ad effettuare le perquisizioni negli uffici dell’ospedale viterbese. E lo stesso primario di cardiologia venne subito iscritto nel registro degli indagati. La concussione fu l’ipotesi di reato. Molte le persone ascoltate nell’ambito dell’inchiesta, tra questi sei medici dello stesso ospedale di Belcolle. Ed è proprio nel corso degli interrogatori che sono venuti alla luce altri fatti meritevoli d’attenzione. Allora si parlò di gare d’appalto gestite direttamente dal professor Scabbia e di un convegno medico - Le Giornate Cardiologiche divenute appuntamento annuale a Viterbo - organizzato dallo stesso primario grazie anche ad una serie di donazioni elargite da alcune importanti case farmaceutiche.
Ieri mattina, dopo un lungo periodo di silenzio, l’inchiesta sui pace-maker è tornata prepotentemente alla ribalta della cronaca. Gli investigatori - stavolta è toccato agli uomini della Questura - sono tornati a Belcolle per l’ennesima perquisizione.
E se ne sono andati portandosi dietro il computer del primario. Dal quale, ovviamente, qualcuno spera di tirar fuori elementi utili ad un’indagine difficile, riservatissima ma che adesso pare destinata a produrre nuovi ed interessanti sviluppi.
Re.Vi.

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