IL MESSAGGERO - VITERBO Mercoledì 25 Agosto 2004  
     
  Un’intera ala è inagibile, i servizi essenziali sono stati indeboliti, un ascensore è fermo da tempo
  Ronciglione: ospedale in agonia
   
  Lanciano l’allarme il sindaco e il consigliere regionale Parroncini
   
  Ospedale di Ronciglione: cronaca di una morte annunciata. L’hanno dettata ieri pomeriggio, al termine di un sopralluogo nella struttura, Giancarlo Bianchini, sindaco della cittadina, e Giuseppe Parroncini, consigliere regionale.
«Siamo in presenza - scrivono a quattro mani i due esponenti Ds - a un degrado sempre più accentuato che mette a rischio la sopravvivenza stessa del presidio. Una situazione alla quale non si può assistere inermi e che la Regione è tenuta ad affrontare immediatamente».
Bianchini e Parroncini stilano un elenco di criticità non breve. Si va dall’inagibilità di una intera ala («a causa del crollo di un muro di contenimento, per cui la Asl, invece di eseguire i lavori di ricostruzione, ha fatto ricorso al Tar contro l’ordinanza sindacale emanata per ragioni di sicurezza e per salvagurdare la pubblica incolumità»), al prolungato, mancato funzionamento di un ascensore (col risultato che «interi reparti sono isolati e quello della Lungodegenza, che accoglie 16 posti letto, ha dovuto spostarsi nei locali della Day Surgery , vale a dire la cosidetta chirurgia in giornata, mettendo in crisi un servizio che rimane il fiore all’occhiello dell’ospedale e che, a sua volta, adesso corre il rischio di essere smantellato»), all’indebolimento di servizi essenziali (quali il Primo soccorso, il laboratorio analisi, il centro unico di prenotazione etc. in quanto la Asl «continua a sottrarre personale»), senza contare le lungaggini e i ritardi dei lavori di messa a norma e ristrutturazione («Ancora non si riesce a partire e anzi le ultime indiscrezioni rimandano addirittura al mese di gennaio 2005 per l’inizio delle opere»).
Descritta a tinte fosche la «situazione grave, di totale abbandono», il sindaco e il consigliere regionale si rivolgono direttamente al manager della Asl, Bruno Cisbani, accusato di «sciatteria e disinteresse».
«Caro Cisbani, se continua così l’ospedale di Ronciglione chiuerà da solo, perché è in atto un processo preoccupante di allontanamento dell’utenza, vantaggio soprattutto di strutture private presenti nei comuni di Capranica, Nepi etc. Ma forse è proprio questo il desiderio della Regione e della Asl».
C.M.P.