IL MESSAGGERO

 

VITERBO

 

  Giovedì 28 Ottobre 2004  
     

 

  BELCOLLE
  Venticinque anni, ricoverato dopo un incidente d’auto, si getta dall’ottavo piano dell’ospedale e muore sul colpo
   
   
   
  di GIANNI TASSI


Si è gettato dall’ottavo piano dell’ospedale di Belcolle. Ed è morto sul colpo. Venticinque anni, era stato ricoverato martedì notte dopo l’incidente avvenuto alle porte di Graffignano, dove abitava con i suoi genitori. Ferite lievi, 10 giorni di prognosi per un trauma cranico. Senza patente (gli era stata ritirata nell’aprile di quest’anno), era alla guida di un’auto che poco prima aveva rubato, ha sbandato ed è uscito di strada. Ricoverato in una stanza a due letti del reparto di neurologia («ma solo perchè a chirurgia non c’erano posti», questa la versione ufficiale), ieri mattina alle 9.30, subito dopo la visita in reparto, ha scavalcato il davanzale della finestra all’ottavo e si è gettato nel vuoto.
Kerem Incedayi, nato a Roma nel 1979 da padre turco e madre italiana, adesso si viene a sapere che soffriva di crisi depressive. Niente droga, comunque. In passato qualche piccolo problema per detenzione. Martedì sera, quando i carabinieri sono intervenuti sul luogo dell’incidente e hanno scoperto che l’auto era stata rubata, ha dato in escandescenze. Secondo qualcuno ha adirittura minacciato il suicidio.
Adesso si cerca una spiegazione al suo gesto disperato. Messo in atto, tra l’altro, con fredda determinazione. Il suo compagno di stanza, un anziano di 73 anni, lo ha visto mettere la sedia sotto la finestra, salirci sopra, scavalcare il davanzale e gettarsi nel vuoto. Un volo di 25 metri, poi la morte istantanea. «Appariva preoccupato ma non al punto da far presagire un evento così tragico», dice qualcuno in ospedale. «Un po’ alterato ma è ovvio e normale dopo un incidente con la macchina e dopo un trauma cranico». Alle 9.30, dopo essere stato visitato, ha deciso di togliersi la vita in quel modo. Per la polizia e i carabinieri il motivo del suicidio non può essere l’incidente o il furto dell’auto bensì il suo stato depressivo. Ma se così è andata - visto anche che la sera prima aveva dato in escandescenza manifestando un’evidente alterazione - non sarebbe stato opportuno tenerlo sotto stretta osservazione?

 

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