IL MESSAGGERO
VITERBO
Domenica 18 Gennaio 2004
MASSONERIA
"Labor ad veritatem". E' il nome della Loggia numero 1136
dell'Oriente
Viterbo che domani, dopo un periodo di "sonno", come si dice nel
gergo della
massoneria, riprenderà in pieno la sua attività. E lo farà alla grande con
un numero di "fratelli", tra cui tanti giovani, di gran lunga
superiore a
quello di quando era ancora in attività. E questo dopo la grande svolta
portata nella più grande associazione massonica italiana dall'attuale Gran
Maestro Gustavo Raffi, 60 anni, avvocato civilista della provincia di
Ravenna. Ed è stato proprio il Gran Maestro, arrivato a Viterbo in occasione
della riapertura della Loggia, ad illustrare i programmi del "Grande Oriente
d'Italia". «La massoneria moderna, nata nel 1717 - ha detto - ha raggiunto
il suo massimo prima con l'Illuminismo e poi nell'800 per essere poi
considerata, con l'avvento della Repubblica, come una società segreta. Ma
non è così. Non a caso al centro del documento approvato al termine dei
lavori di Rimini, c'erano i temi della globalizzazione, del pluralismo
culturale della scuola e dei diritti umani». Per il Gran Maestro Raffi è ora
di uscire nuovamente allo scoperto. «Una massoneria silente - ha affermato -
ha difficoltà a farsi comprendere. E noi vogliamo il contrario».