IL MESSAGGERO


VITERBO

  Giovedì 18 Agosto 2005  
     
  SANITA’
  Fials: «Basta con i dirigenti protetti»
   
  Un invito al nuovo manager per intervenire sulle disfunzioni del servizio
   
  di ANNABELLA MORELLI

La Fials vuole riscrivere per intero il copione della sanità viterbese. E invita il nuovo manager Giuseppe Aloisio a prendere in mano carta e penna per procedere a nuove nomine, dando una bella ridimensionata a quei dirigenti che «protetti oltre misura, sono stati la causa principale degli episodi di malasanità». Lo dice senza tema di smentita il segretario provinciale della Fials, Roberto Talotta, che aspetta un’energica indicazione in tal senso dal direttore generale. «Se lo farà – promette Talotta – siamo prontissimi a dare il nostro contributo per arrivare al traguardo di una sanità degna di questo nome. Ci speriamo molto, anche perché il direttore generale è un viterbese, pur se adottivo, e vorrà far bene nella sua città».
Sarebbe più semplice dire quello che va nella Asl di Viterbo tante sono le magagne che il sindacalista snocciola, preoccupato per Aloisio che si troverà a gestire una situazione che mostra evidenti segni di inefficienza e inadeguatezza. «Se si potesse dare la parola ai cittadini – afferma il segretario della Fials – sicuramente si allungherebbe la lista delle macroscopiche disfunzioni subite in quanto utenti del servizio sanitario nazionale. Perché con il direttore Bruno Cisbani l’hanno fatta da padroni alcuni dirigenti che, a fronte delle esose risorse finanziarie improntate a loro favore, hanno anteposto interessi personali e professionali a tutta una serie di progetti e propositi che dovevano dar vita a un migliore modello assistenziale».
Ma non basta. Talotta ricorda l’emorragia dei malati diretti fuori provincia, le guerre sotterranee, ma non troppo, tra dirigenti di Belcolle dove i ricoverati ancora vengono parcheggiati nei corridoi per mancanza di posti letto. E il lungo traccheggio prima di dar il via ai lavori di ristrutturazione dei presidi di Tarquinia, Acquapendente, Ronciglione, Montefiascone e Civitacastellana, partiti poi pressochè tutti insieme con notevole aggravio per Belcolle. E l’enorme spesa per convenzioni, collaborazioni, acquisto di prestazioni e assunzioni nominative.
«E guai a manifestare il proprio dissenso, pena la discriminazione. Insomma, l’azienda che troverà il direttore generale è un’azienda dove il malato viene privato della sua sacrosanta intimità, perché sistemato nei corridoi, ma è anche un’azienda dove, negli atti amministrativi, si tutela l’anonimato di quei dipendenti che percepiscono somme e indennizzi per cui non è disposto alcun “segreto di stato”. Ecco perché siamo allarmati e invitiamo il direttore generale a dare una raddrizzata a questa barca che fa acqua».

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