IL MESSAGGERO
VITERBO
Mercoledì 12 Ottobre 2005
GIUDIZIARIA
Il falso medico di Belcolle ha ammesso
tutto o quasi
Di fronte al giudice per l’indagine preliminare, Kinakos Anastassopulos
ha ammesso tutto o quasi. Il falso medico, arrestato la scorsa settimana dalla
polizia stradale di Viterbo, non ha esitato a confessare la falsa
documentazione prodotta per entrare nel tirocinio all’ospedale di
Belcolle. Ma ha negato di aver mai esercitato la professione medica se non,
appunto nel corso del tirocinio, sotto la supervisione di un tutor. Ma ha anche
ammesso di aver presentato falsi documenti per entrare al Cepu di Roma come
insegnante.
Ieri a mezzogiorno Anastassopulos, assistito dall’avvocato Giorgio
Barili, è statao ascoltato dal Gip, Rita Cialoni, che ha poi confermato gli
arresti domiciliari. Nei prossimi giorni, comunque, si svolgerà un altro e più
approfondito interrogatorio che servirà a disegnare in maniera più precisa
tutti i contorni della vicenda.
Secondo le accuse del sostituto procuratore, Fabrizio Tucci, il quarantatreenne
falso medico ha esercitato per diverso tempo - e fino al 1999 - la professione
alle dipendenze dell’azienda sanitaria locale di Viterbo, prima come
anestesista, poi come rianimatore e quindi come medico al pronto soccorso. «Ed
anche al pronto soccorso - tiene a precisare il suo avvocato - ha sempre agito
su direttiva di un medico superiore». «Dalla Asl viterbese - aggiunge il legale
- ricevette addirittura un incarico per tre anni all’ospedale di
Acquapendente a cui, però, rinunciò».
Prima dell’arresto Kinakos Anastassopulos era impegnato in alcune
cliniche private della capitale e, appunto, come docente presso il Cepu di
Roma.
«Le indagini - ha detto Gina Cordella, comandante della polizia stradale di
Viterbo - sono ancora in corso e puntano a verificare se nel corso di tutti
questi anni il falso medico, esercitando abusivamente la professione, non abbia
beneficiato della copertura di qualcuno».