IL MESSAGGERO


VITERBO

 

 

Sabato 8 Ottobre 2005

 

 

 

 

 

 

Il falso medico arrestato. Il primario di rianimazione: «Frequentava come specializzando non ha mai avuto contatto con i pazienti»

 

«Tra i nostri iscritti il massimo controllo»

 

 

 

Il presidente dell’Ordine di Viterbo: «Da noi ogni domanda viene valutata»

 

 

 

I camici bianchi si schierano compatti: il falso medico non può aver fatto danni, con i pazienti non aveva niente a che fare, e se la carte erano truccate nessuno può fare l’investigatore. A parlare il giorno dopo la scoperta del falso medico di origine greca, residente a Vetralla che ha lavorato nell’ospedale Belcolle è il primario dell’anestesia e rianimazione Giorgio Quadrani: «Da noi ha frequentato solo durante la specializzazione, non aveva rapporto con i pazienti e per noi era tutto regolare. Aveva un’autorizzazione firmata dall’università della Sapienza e veniva seguito da un tutor come vuole la prassi». Certo la domanda che sorge spontanea è come sia possibile che nessuno dei professionisti che lo hanno seguito abbia mai avuto dubbi sulla sua preparazione di questo giovane che comunque avrebbe già dovuto avere una laurea in medicina con le dovute conoscenze? «Era un ragazzo che seguiva, non si può dire proprio brillante, ma stava al suo posto, si mostrava interessato e con lui non si trattava la parte clinica dei pazienti quindi non c’era nemmeno modo di confrontarsi con la sua preparazione». La realtà è che per tutto il tempo in cui il falso medico ha frequentato Belcolle, i medici hanno apposto una firma a testimonianza della sua frequenza e lui si è anche preoccupato di presentare false certificazioni che attestassero la frequenza al corso di specializzazione.
Sulla vicenda si è espresso anche il presidente dell’ordine dei medici di Viterbo il dottor Antonio Lanzetti: «La persona in questione afferiva all’Ordine di Roma dove il vasto numero degli iscritti può sicuramente sfuggire a un controllo capillare. Nella nostra realtà la situazione è ben diversa. Con i nostri circa 1300 iscritti riusciamo a verificare in maniera approfondita la documentazione di chiunque arriva da noi e casi di questo genere tra noi non si sono mai verificati».
In realtà proprio non molto tempo fa c’era stato un altro episodio nella Tuscia di falso professionista in ambito sanitario: Questa volta era stato un dentista ad aver esercitato per anni la professione senza averne i titoli e ad essere diventato uno stimato professionista sul campo, tanto da essere ”quasi” rimpianto nel momento in cui venne smascherato come abusivo.



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