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Per
ben tredici anni ha esercitato abusivamente la professione di medico senza
che nessuno si accorgesse di nulla. A tradirlo è stato un vecchio timbro
della polizia stradale (sottratto da un ufficio più di dieci anni fa) con il
quale aveva annullato un verbale ad un amico. E così, dopo mesi di indagini
coordinate dal pubblico ministero Fabrizio Tucci, gli agenti della Polizia
Stradale di Viterbo, comandanti dalla dottoressa Gina Cordella, l’altra
sera hanno arrestato Kinakos Anastassopulos, 43 anni, di origine greca, residente
da anni a Vetralla in frazione La Botte. Ben diciassette i reati di cui il falso
medico (a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari) è imputato tra cui
esercizio abusivo della professione medica, falso, ricettazione e
sostituzione di persona. Nel corso della perquisizione effettuata nella sua
abitazione gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato timbri (alcuni rubati ed
altri falsificati) dell’ospedale di Belcolle, dell’ambasciata
greca in Italia, dell’università La Sapienza di Roma, della Polizia Stradale e
della Croce Rossa, oltre a ricettari medici, attestati e diplomi abilmente
falsificati, documentazione di vario genere ed un computer il cui hard disk è
adesso al vaglio dei periti.
Il falso medico per diverso tempo ha esercitato la sua professione alle
dipendenze della Asl di Viterbo sia come anestesista e rianimatore che al
pronto soccorso di Belcolle. In qualità di ”medico” della Croce
Rossa faceva inoltre il volontario con l’ambulanza di Capranica.
Attualmente era impegnato professionalmente in alcune cliniche romane e come
docente presso una conosciuta scuola privata a livello nazionale per la
preparazione agli esami universitari. La stessa dove lavora l’amico al
quale, vantando alte conoscenze presso il comando provinciale della Polstrada,
aveva detto che avrebbe provveduto a fargli togliere un verbale contestatogli
qualche giorno prima.
«Le indagini - ha detto Gina Cordella - non sono ancora terminate e si sta
attentamente valutando se in tutti questi anni in cui ha esercitato
abusivamente la professione di medico l’uomo non abbia beneficiato
della copertura di qualcuno».
Mas.Luz.
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