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Giovedì 24 Aprile 2003 |
VITERBO
Almeno cinque ore di
interrogatori. Dalla direzione sanitaria non erano stati mandati
rinforzi
Pochi infermieri, ecco
i carabinieri
Blitz al reparto di
ostetricia dellospedale di Civita Castellana
Blitz dei carabinieri
allospedale di Civita Castellana. Gli uomini del
radiomobile, ieri pomeriggio, hanno varcato le porte del reparto
di ostetricia ginecologia, dove sono rimasti per molte ore e
hanno interrogato il personale.
Allorigine dellintervento, una situazione di
difficoltà che, secondo qualcuno, si era manifestata durante la
giornata: a causa della carenza del personale, erano stati
chiesti alla direzione sanitaria dei rinforzi. I rinforzi non
sarebbero giunti, a quel punto è stato sollecitato anche
lintervento dei sindacati. Infine, qualcuno ha deciso di
chiedere aiuto ai carabinieri. E accorso anche il primario
del reparto, il dottor Giorgio Nicolanti, che aveva appena
concluso il suo turno e che ha spiegato in tarda serata:
"Penso davvero che ci sia stato un eccesso di
drammatizzazione. Faccio solo un esempio: questa mattina per un
parto cerano almeno quattro medici. In generale,
lassistenza è sempre garantita, così come è stata
garantita questo pomeriggio, senza davvero alcun problema. Questo
è un reparto in crescita che sta guadagnando la fiducia dei
pazienti".
Per lospedale di Civita Castellana si tratta però
dellennesimo allarme: eppure lo stesso direttore generale
Bruno Cisbani aveva negato lesistenza di un problema quando
da altri reparti era stata segnalata la situazione di disagio e
di carenza di mezzi e personale. Ora saranno i carabinieri e i
magistrati a capire se in questo caso si è trattato di
allarmismo o davvero vi fossero dei problemi. In servizio
cerano unostetrica e una infermiera. Secondo alcune
notizie trapelate (ma smentite dal dottor Nicolanti) dei quattro
neonati, uno era in incubatrice e quindi necessitava della
vigilanza continua.
Commentano Maurizio Menichelli e Mario Perazzoni, della Cisas
sanità: "LAndosilla sta andando allo sfascio. Avevamo
già fatto una denuncia pubblica, purtroppo siamo stati
inascoltati".