VITERBO

  Martedì 27 Aprile 2004  
     
   
  La ditta: "Il progetto non è nostro"
   
  L’avvocato dell’Euroedilizia respinge le accuse alla società che eseguiva i lavori
   
  di ANDREA ARENA


Dopo aver scavato tra le macerie, adesso si scava tra le carte. Progetti, autorizzazioni, misure di sicurezza: tutto fa brodo purché lasci comprendere le cause di un crollo che ha ucciso un ragazzo, ferito altre cinque persone e polverizzato nel nulla un capannone officina di milleduecento metri quadri.
Ieri pomeriggio hanno preso il via le perizie alla concessionaria Bmw Natili. E la parte tecnica è fondamentale in un’inchiesta del genere: lo sanno gli avvocati difensori degli otto indagati, che hanno messo al lavoro i rispettivi consulenti tecnici. E lo sanno gli uomini della Procura della Repubblica, guidati dal sostituto procuratore Franco Pacifici, intenzionati a scartabellare documenti e carte alla ricerca anche di ogni minimo dettaglio o indizio.
"Lasciamo lavorare i periti - dice Salvatore Maruccio, avvocato difensore dell’azienda civitavecchiese Euroedilizia, che stava svolgendo i lavori sul tetto dello stabile e che ha visto tre dei suoi dipendenti coinvolti nel crollo - affinché chiariscano per quanto possibile le cause della disgrazia. Non credo che serviranno tempi lunghissimi: l’interesse comune di tutti è che si faccia presto".
Se qualcuno ha voluto addossare, da subito, qualche responsabilità alla ditta di Civitavecchia, Maruccio così replica: "Ci è dispiaciuto leggere quelle accuse, specialmente perché non si è tenuto conto della posizione di Euroedilizia che eseguiva soltanto i lavori, seguendo un progetto che non aveva di certo stilato e senza alcuna capacità deliberativa". Per l’avvocato della cittadina tirrenica, non è da scartare a priori anche l’ipotesi accidentale: "Alla fine si tireranno le somme dal punto di vista giuridico - dice Maruccio -, ma è pure possibile che venga dimostrato che si sia trattato di un semplice incidente. È certo che ogni parte darà la sua impostazione: per adesso noi avvocati difensori non abbiamo deciso una strategia comune, e non so se lo faremo".
Non vuol parlare uno degli indagati, l’ingegner Giuseppe La Grutta, responsabile strutturale degli interventi alla concessionaria: "Io aspetto con calma che la magistratura faccia il suo corso", si lascia sfuggire. Il progetto porta la firma dell’architetto Nino Porciani (ma sembra che non sia stato lui a effettuare le relazioni tecniche e strutturali), che ha uno studio insieme al direttore dei lavori Gianni Cardarelli: entrambi hanno ricevuto un avviso di garanzia.

 

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