IL MESSAGGERO

VITERBO


Martedì 27 Luglio 2004

Ospedale, la Asl replica
«Belcolle è migliorato»: Cisbani boccia i rilievi della Margherita Ed elenca
le novità



di MASSIMO CHIARAVALLI


Ospedale di Belcolle, essere o non essere? La risposta al quesito
shakespeariano dipende dai punti di vista. Con la Margherita da una parte,
che dopo un sopralluogo parla di scadimento, e il direttore generale della
Asl, Bruno Cisbani, che dall'altra sottolinea invece un deciso
potenziamento. Anche se - affrontato un problema - se ne apre subito un
altro.
Il Cisbani pensiero. «Spiace che autorevoli esperti non si siano accorti di
quanto accaduto negli ultimi due anni
». Segue lista: «Il Pronto soccorso con
la nuova terapia intensiva, la risonanza magnetica nucleare, il secondo
acceleratore lineare, il reparto di nefrologia e dialisi, il servizio
immuno-trasfusionale: tutti servizi che hanno mandato in pensione il vecchio
S.Simone». Il manager della Asl ricorda inoltre l'istituzione dell'urologia
e della chirurgia vascolare, «in passato nemmeno presenti nella Tuscia,
senza dimenticare il potenziamento della emodinamica». Dal lavoro si passa
dunque al riscontro numerico. «C'è stato il drastico abbattimento delle
liste d'attesa ambulatoriali - continua - con le prestazioni cresciute del
23,4 per cento rispetto al 2002. In crescita anche le specializzazioni, in
diminuzione invece la mobilità, sintomo del gradimento degli utenti verso le
nostre strutture. Restiamo disponibili a un confronto sereno, non basato su
affermazioni strumentali».
Il segretario provinciale aggiunto della Fials, Vittorio Ricci, sposta però
l'attenzione: i «gravi ritardi nella erogazione delle competenze economiche
agli istituti privati accreditati alla Asl di Viterbo. In più occasioni -
spiega infatti - è emerso che gli stessi vantino un credito nei confronti
della Regione di decine di milioni di euro, accumulato in oltre un anno di
arretrati non corrisposti». I rischi sono molto elevati «e riguardano il
rapporto con le banche, con i fornitori e oggi anche con i dipendenti: in
discussione c'è il pagamento dei prossimi stipendi, cosa che potrebbe
incidere sull'assistenza ai ricoverati e sulle prestazioni erogate».
Conclusione: «Occorre fronteggiare la situazione allarmante con un impegno
economico per restituire tranquillità ai lavoratori».