
VITERBO
| Mercoledì 25 Febbraio 2004 | ||
| La vicenda ha visto coinvolti padre e figlio | |
| Assolto il paziente querelato da 2 medici di Bassano Romano | |
| Lassicurazione
paga, riconoscendo che il medico suo assicurato ha
sbagliato nei confronti del paziente curato con
"quindici gocce di Valium al dì" per una
patologia che con il calmante non aveva niente a che
vedere e poteva avere esiti fulminanti. Il giudice
monocratico, per contro, assolve il paziente ma condanna
per diffamazione (600 euro di multa e sospensione della
pena senza iscrizioni pregiudizievoli) il figlio che,
preoccupato per la salute del padre, aveva avuto una
reazione verbale ritenuta offensiva dai medici curanti. E
ora il condannato si rivolgerà alla corte dappello
per impugnare la sentenza. Non solo. I protagonisti della intrigata vicenda sono Giorgio Bernardi (figlio), Damiano Bernardi (padre), Giampaolo Usai e Alberto Rinelli (medici di Bassano Romano). I fatti oggetto di disputa giudiziaria risalgono al 1997 quando i due medici di Bassano adottarono, appunto, una strategia curativa attendista nei confronti di Damiano Bernardi che in realtà soffriva di una patologia che poteva causarne la morte in tempi brevissimi. "Mio padre - dice Giorgio Bernardi - querelò i due medici per lesioni personali e il Gip Gaetano Mautone, a quasi cinque anni dalla querela, ne decretò larchiviazione. Le Assicurazioni Generali hanno invece recentemente riconosciuto la responsabilità personale del loro assicurato, il dottor Rinelli, ed hanno indennizzato mio padre". Come non bastasse, un esposto dellAssocittadini che chiedeva alla Asl di Viterbo un accertamento sul presunto caso di malasanità, fu consegnato dallAzienda ai due medici che sporsero querela nei confronti dellormai ottantenne Damiano Bernardi. Però lanziano dellesposto non sapeva niente dal momento che lo aveva presentato suo figlio come vice presidente dellAssocittadini. Giorgio Bernardi dal canto suo considera il rinvio a giudizio del padre "una aggressione a diritti costituzionalmente garantiti, come il diritto alla salute, il diritto di manifestare il proprio pensiero, il diritto di associarsi". Al di là di questa affermazioni comunque, sul prosieguo della vicenda dovrà ancora una volta decidere la magistratura, unico organo deputato a farlo. |