COMUNICATO STAMPA del 24 gennaio 2004
ASSOCITTADINI: la banca BIPOP-CARIRE (gruppo CAPITALIA) e i lavoratori-azionisti Alitalia.
Il 19 giugno 1996 fu siglato da CGIL CISL UIL UGL sindacati professionali di piloti e assistenti di volo, ANPAC E ANPAV, un accordo con lAlitalia
Laccordo rappresentava latto di condivisione da parte dei sindacati del piano di risanamento che avrebbe dovuto tirare fuori l'Alitalia dalla crisi economica e gestionale in cui versava da anni.
I cardini dell'accordo erano:
Il contributo statale fu di 3000 miliardi di lire, 520 miliardi di lire (20% del capitale sociale di Alitalia) furono utilizzati per attribuire gratuitamente azioni ai dipendenti quale compenso per i sacrifici salariali, normativi e i tagli occupazionali sostenuti dai lavoratori.
Il costo del lavoro doveva abbattersi complessivamente per un ammontare corrispondente a quello attribuito ai dipendenti in azioni.
Il valore nominale delle azioni era di lire 1.000 non vendibili per tre anni.
Ai lavoratori furono assegnate azioni che nel giro di pochi mesi aumentarono di valore fino a raggiungere il record di lire 7.400 luna.
Le convenzioni stipulate con le banche che consentirono ai dipendenti azionisti di accedere a prestiti o fidi dati in cambio delle garanzie fornite dal deposito azionario sono state, nella maggior parte dei casi, incaute.
Il titolo Alitalia, infatti, al momento dello sblocco delle azioni dopo il 19 giugno 2001 crollò fino a raggiungere la quota di circa lire 1.400 ciascuna, mentre i lavoratori si erano esposti con prestiti bancari convinti che il titolo non sarebbe mai potuto scendere tanto.
Il titolo Alitalia oggi è stabile, nelle ultime 52 settimane ha oscillato da 0,20 a 0,30 euro.
Per i lavoratori ormai lazionariato è diventato una vera e propria sottrazione salariale loro imposta da azienda e sindacati mentre lAlitalia prepara un nuovo piano di crisi.
I sindacati oggi sollecitano il Governo per '' una rapida chiusura della vertenza '' con l'Alitalia al fine di evitare una " crisi irreversibile ".
Nessuno sembra però denunciare il comportamento di banche come BIPOP-CARIRE - gruppo bancario CAPITALIA - che, dopo aver concesso prestiti garantiti dalle azioni Alitalia c.d. gratuite, ora hanno revocato con effetto immediato e senza giusta causa le facilitazioni concesse.
La banca, nel caso di mancato immediato rientro di quanto richiesto, vende - anche contro la volontà del cliente - le azioni concesse in pegno consolidando in tal modo la perdita finanziaria.
Un esempio: il dipendente Alitalia concede in pegno alla BIPOP in data 11/1/99 una quantità di 26.057 azioni ordinarie Alitalia - quelle regalate dall'azienda ai lavoratori e vincolate a tre anni - valore lire 176 milioni (euro 90896,41) ottenendo un fido bancario di lire 90 milioni per " elasticità di cassa ".
Il dipendente Alitalia viene consigliato dal gruppo BIPOP - tramite un loro promotore finanziario - ad investire il capitale, concessogli per " elasticità di cassa " neanche fosse un operatore commerciale, nella AZIMUT GESTIONI FONDI SPA (società del gruppo BIPOP).
Tale operazione del gruppo BIPOP sembra essere in conflito d'interesse con il suo cliente poichè fa indebitare questi con una operazione di credito a breve termine, a tasso d'interesse variabile capitalizzato trimestralmente, per farlo investire a medio lungo termine in una gestione - svolta dallo stesso gruppo BIPOP - di titoli obbligazionari azionari.
Le azioni Alitalia crollano, il valore del capitale investito per circa quattro anni nei fondi AZIMUT è diminuito, e BIPOP-CARIRE - oramai acquisita dal gruppo bancario CAPITALIA - in data 20/1/03 revoca senza preavviso e senza giusta causa l'affidamento al dipendente Alitalia.
Il cliente non riesce a restituire subito i soldi chiesti dalla banca, anche perché tale debito è rappresentato in gran parte dalla perdita subita dall'investimento nei fondi AZIMUT.
BIPOP-CARIRE, contro la volontà del cliente, gli vende in data 1/9/03 al valore di lire 10.415.177 - euro 5378,99 le azioni che gli erano state regalate dall'Alitalia in data 11/1/99 a lire 176 milioni - euro 90896,41.
BIPOP-CARIRE ora si accinge a pignorare lo stipendio del dipendente Alitalia ed ogni altro suo bene.
Associttadini fornisce consulenza legale gratuita ai dipendenti azionististi Alitalia nelle controversie con gli istituti bancari.
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